Come è nato il fenomeno Twilight?
Nessun dubbio che il 2008 sia stato l’anno dei vampiri. Due titoli su tutti hanno sancito il ritorno di uno dei mostri più utilizzati nel cinema di tutti i tempi.

Naturalmente Twilight, il film di Catherine Hardwicke , tratto dal primo libro della saga di Stephanie Meyer, che ha invaso le nostre vite quest’autunno.
Ma soprattutto (per quelle che sono le mie preferenze) il bellissimo Lasciami entrare, dello svedese Tomas Alfredson, ben più horror film del giovanilistico parente di successo.
Del primo si è fatto un gran parlare ovunque, scene di giubilo tra le ragazzine, merchandising da colossal ed anche un fan club ufficiale in Italia.
Sul secondo molto meno clamore. Un passaggio molto applaudito al Torino Film Festival e un discreto successo all’uscita in sala.
Personalmente ritengo non ci sia partita tra le due pellicole.
Twilight è una commediola giovanile, piena di bei ragazzi e pronta a ribaltare le teorie classiche sui vampiri. Più glamour che tensione, più smancerie che sangue.
Lasciami entrare è una sorta di noir in salsa svedese. Lunghi silenzi, tanto bianco a spezzare il buio delle notti e suspance in forte crescita. Sangue e omicidi lì dove servono e sono necessari.
Il rapporto tra i due si limita alla storia d’amore (in Lasciami entrare molto sfumata e confusa) tra un vampiro ed un umano.
Ma come si arriva al 2008, l’anno dei vampiri?
Scusate il lungo preambolo che ci porta a presentare (in ordine rigorosamente cronologico) una serie di film sui/dei/coi vampiri che hanno attraversato e scritto la storia del cinema.
La scelta dei titoli è assolutamente personale e discutibile, sicuramente l’elenco è incompleto.
Diciamo che ho buttato dentro proprio il minimo indispensabile, con la consapevolezza che per altri lo stesso “minimo indispensabile” sarebbe diverso.
La partenza non può che riguardare Nosferatu il vampiro di Friedric Murnau. Siamo nel 1922 ed il vampiro tedesco è un essere che arriva direttamente dalle tenebre. Atmosfere cupe, luci traballanti. La storia è quella del Dracula di Bram Stoker. Nosferatu è veramente il padre di tutti i vampiri cinamatografici che seguiranno.
Salto di qualche hanno e nel 1931 Tod Browning porta sullo schermo un’enorme successo teatrale interpretato da Bela Lugosi. È quel Dracula che poi Lugosi interpreterà per il cinema innumerevoli altre volte in una serie di stupendi sequel.
Salto temporale per fermarci al 1958, quando Terence Fisher dirige Christoper Lee, erede riconosciuto di Lugosi, in Dracula. Anche questo film, prodotto dalla Hammer avrà una serie infinita di sequel (quasi) sempre con Lee nei panni del Conte, tanto che lo interpreterà almeno una decina di volte. Una di queste, non per la Hammer, sotto la direzione di Jesus Franco nel 1970. Il film è Il conte Dracula ed è una delle più fedeli trasposizioni del romanzo di Stoker.
Un paio di anni prima ci aveva pensato Roman Polansky a regalarci una delle migliori pellicole dedicate ai vampiri. Il suo Per favore non mordermi sul collo è ironico, letale e porta evidente la sua firma autoriale.
Ma non è possibile parlare di vampiri senza tornare a Jesus Franco e al suo Vampiros lesbos, film col quale ha inizio il rapporto stretto tra vampiro (soprattutto se femmina) e sesso.
Siamo nel 1971 e il tema (sesso, non vampiri) è molto sentito ovunque, tanto che anche Andy Warhol produrrà nel 1974, per la regia di Paul Morrissey il discusso Dracula cerca sangue di vergine… e morì di sete.
Anno d’oro per i vampiri il 1979 con il bellissimo e tradizionale Dracula di John Badham ed il favoloso Nosferatu, principe della notte di Werner Herzog, remake del film di Murnau ma con un suo potere intrinseco ed autonomo.
E non prendetemi in giro se vi segnalo, nel 1985, Fracchia contro Dracula di Neri Parenti, perchè anche la serie delle parodie è ben viva e ricca di pellicole degne, questa compresa con Fracchia nella parte di Harker, accompagnato dall’inseparabile geometra Filini.
E a questo filone appartiene anche Dracula morto e contento del grande Mel Brooks, parodia con Leslie Nielsen fortemente “ispirata” al Dracula di Francis Ford Coppola uscito nel 1992, un paio di anni prima (e dove ritorna prepotente l’idea delle vampire lesbiche).
Nello stesso periodo esce anche Intervista col vampiro, diretto da Neil Jordan e tratto dal primo romanzo della saga di Anne Rice. Il film è buono e merita di essere visto ma la saga dei romanzi è assolutamente fantastica e se non l’avete mai letta vi invito a cercarla. Scoprirete segreti sui vampiri che probabilmente non vi aspettavate.
Negli ultimi anni merita una segnalazione solo L’ombra del vampiro, diretto da Elias Merhige, in cui si ripercorre la vicenda della realizzazione del Nosferatu di Murnau (sempre lì torniamo) giocando sulla leggenda che il protagonista fosse realmente un vampiro.
L’incompleto elenco è giunto al termine ed ha attraversato tutta la storia del cinema.
Naturalmente mancano molti titoli ma l’obiettivo era di fare una panoramica di titoli imperdibili per chi ama il conte Dracula e la figura elegante del vampiro.
E se volete che sia sincero questo pezzo è anche un invito a quanti si sono innamorati perdutamente di Twilight di concedere al campione d’incassi di quest’anno una seconda visione… dopo aver visto tutti i titoli che vi ho segnalato.
Dal magazine di Marzo 2009













Twilight è strepitoso non vedo l’ora di vedere il proseguo
Twilight forever!
Bella analisi!
@ Guido… grazie.