Marzo 2010
2 novembre 2009 - Dal Magazine, Facebook, Marzo, Tecnologia

Facebook: moda, marketing o necessità?


Facebook è la vera rivoluzione web a cavallo tra 2008 e 2009. Uno scoppio furibondo di accessi. Un successo imprevisto da molti, ma assolutamente calcolato dai diretti interessati.

Un mostro basato sull’amicizia (con la A minuscola!!!) che in pochi mesi ha fagocitato i navigatori internet di decine di altri social network, che oggi ne pagano amare conseguenze: primo fra tutti MySpace.

Ma conoscete le origini di Facebook?

Le origini “sociali”

Facebook inizia la sua “carriera” come progetto per connettere studenti americani di college diversi. Il suo nome originale era Thefacebook. Il fondatore è Mark Zuckerberg.

L’evoluzione del libro delle facce (o libro faccia) passa per un progetto di business ben definito: catalogare biografie, immagini e curricula per conto di aziende.

Nel 2006 il prodotto inizia ad assumere una forma simile a quella attuale, mantenendo però il target studentesco. E’ a metà dicembre 2006 che Facebook svolta verso l’attualità:

Facebook is a social utility that connects you with the people around you.

Il sito è pronto per partire con un nuovo progetto: (wide) social network, rete sociale senza confini. Se desiderate leggere l’evoluzione del mostro2.0 potete leggervi la storia di Facebook o sfogliarne le versioni nel tempo. Come funziona oggi sono certo che lo sapete benissimo. E sono certo che molti di voi sanno pure come superare le barriere degli amministratori di rete delle varie aziende accedendo tramite il mobile site oppure usando uno dei tanti Facebook proxy online.

Come mutano le abitudini

La bomba Facebook in Italia inizia nell’agosto/settembre 2008 passando da una media di 50-100 mila (10-20 milioni dato mondiale) visitatori unici al giorno ai 600mila (38 milioni d.m.) di ottobre 2008, da 1 milione (40 milioni d.m.) di novembre fino a spiccare all’apice storico di dicembre con 1.4 milioni al giorno (45 milioni d.m.). Chiamarlo fenomeno forse è riduttivo, specie in Italia.

Infatti mentre a livello mondiale la crescita è costante durante tutto il periodo 2007-2009 in Italia è una bomba impazzita che coinvolge web, uffici, addetti ai lavori, novizi del web ma soprattutto i media tradizionali. Al primo campanello di allarme televisione, radio e carta stampata tutta non hanno una velina su cui non ci sia scritto Facebook. La domanda nasce spontanea: fenomeno di advertising gestito perfettamente o sbalordimento dei media? E il povero MySpace secondo voi cosa ne pensa? Date una occhiata ai grafici e potreste intravedere i segnali di una grossa crisi: o forse è già tardi?

Il coinvolgimento globale ha causato molti cambiamenti nelle abitudini degli utenti. La messaggistica in tempo reale e in differita oggi passa per Facebook. L’abitudine di comunicare al mondo cosa si sta facendo passa dall’oligarchia della blogosfera con Twitter, all’uso comune non perdendo occasione di dire a tutti gli amici cosa si sta facendo tramite il Facebook State.

Lancio un’altra piccola provocazione, che non posso provare. Nel grafico ho inserito la comparazione degli andamenti di Facebook e Flickr: secondo voi quelle flessioni negative di Flickr a cosa sono dovute? Io una mezza idea ce l’ho… la versione 2 di FB ha un gestore delle foto fantastico, senza contare la magica possibilità di contrassegnare le persone con i profili (tagging): geniale.

Per non parlare poi dei gruppi, di ogni tipo, genere e virtù. Ai quali si affiancano le applicazioni, veri e propri cavalli di troia per raccogliere informazioni. Ah… non lo sapevate? Mo vi spiego una cosa… Quando accettate l’invito per partecipare a una applicazione su Facebook, con il vostro consenso accettate che l’autore di tale applicazione abbia accesso completo al vostro profilo, numeri di telefono inclusi. Ma non è tutto quello che Facebook non dice. Provate ad accedere al sito mobile anche dal vostro normale browser (http://m.facebook.com). Tra i link trovate “rubrica telefonica” e puff.., i numeri di cellulare di tutti i vostri amici che l’hanno inserito: se non l’avete capito e avete il vostro numero su FB sappiate che sarà in centinaia di liste, che lo vogliate o no!

Vuoi diventare mio amico? Beh, magari pensaci bene. Sia prima di accettare, sia quando decidi di mettere le tue informazioni più delicate alla mercé del mondo intero… o si dice degli amici???

Quando avete un attimo date una letta all’articolo del grande Massimo Mantellini su Punto Informatico:

[…] il social network di moda del momento del quale evidentemente quasi nessuno legge le pagine del contratto scritte nell’usuale “corpo 8″. Se ci prendessimo la briga di farlo scopriremmo che, nel momento in cui iscrivendoci ne accettiamo le condizioni d’uso, Facebook diviene proprietario e giudice di tutto ciò che scriviamo, delle foto che pubblichiamo, che si riserva il diritto di cambiare le condizioni contrattuali senza darcene notizia, che può cancellarci l’account senza darne spiegazione, che non ci fornisce alcuna garanzia sui software che rende disponibili e che rimanda invece all’utente per qualsiasi questione legale causata […]

(via Punto Informatico)

E ricordati che se vuoi cancellarti da Facebook puoi farlo in un attimo. Ma cancellare per sempre i tuoi dati non è proprio così facile. Vuoi sapere come farlo? Ecco qualche consiglio di esperti.

Un successo previsto

Prima avevo cercato di introdurvi la pulce nell’orecchio in merito alla genuinità della crescita di Facebook. Successo puramente meritocratico o una campagna di marketing (viral, ninja, media, ‘zine, …) di dimensioni colossali?

Faccio solamente un piccolo appunto, specie per i non addetti ai lavori, per quelli che non hanno mai avuto modo di gestire un server web. Una crescita simile di utenti “non prevista” potrebbe fare crollare qualsiasi hosting del mondo.

In poco più di quattro mesi sono passati da meno di 10 milioni di visitatori a oltre 45 milioni (+450%). Ma non è tutto. Le stesse abitudini dei naviganti sono cambiate. Il quadruplicarsi dei registrati comporta una crescita esponenziale nelle relazioni e conseguentemente nel traffico di foto, messaggi, poke e sfide a qualsiasi applicazione i programmatori abbiano dato vita. Ho reso l’idea? Altrimenti vi faccio fare qualche esempio numerico da quel genio di K76, che con i server web ormai ha rapporti genetici.

Io propongo il nobel per il marketing: tutto ciò che è oggi presente in Facebook non è una novità. FB è composto da strumenti che nel web esistevano da tempo, ma che venivano usati da una piccolissima fetta di utilizzatori. Il merito del Zuckerberg Project attuale è proprio questo: aver raccolto in un ambiente perfettamente usabile gli strumenti di relazione che già erano patrimonio di una cerchia di “eletti2.0”.

Cosa ne pensa la gente

Lavorando nel web da molto tempo purtroppo ho perso molta sensibilità nell’analizzare gli strumenti presenti online. Il mio occhio è troppo critico: si sofferma su cose che gli utilizzatori tradizionali magari non vedono e non vede ciò che i niubbi apprezzano maggiormente.

Ho quindi cercato di sfruttare un po’ di amici di varia natura sottomettendoli a due banali domande:

  • Cosa è per te Facebook?
  • Cosa manca a Facebook per diventare perfetto?

Vi sottopongo le risposte più interessanti e simpatiche: ci sono delle vere chicche.

Cos’è per te Facebook?

  • Un trastullo che ti tiene compagnia al lavoro ;)
  • E’ un immenso mosaico costituito dalla nostra rete di tessere colorate.
  • La versione web delle ciacole da parrucchiera o da mercato del martedì.
  • Lo vedono come chat…altro che web 3.0, web 1/2 forse. Il digital divide comunque ha una grossa parte di colpa di questo.
  • La macchinetta del caffè di Internet, dove si ca**eggia qualche minuto tra un lavoro e l’altro.
  • Un luogo virtuale sempre più reale,  ma anche un posto dove perdere molto tempo.
  • Un modo simpatico per rimanere in contatto con i tuoi amici.
  • Una gran perdita di tempo e un’opportunità.
  • Un contenitore dove per la legge dei grandi numeri, riesco a trovare tanti vecchi amici :)
  • Un ottimo strumento per fare self marketing.
  • Un diversivo serale… una droga.
  • Una piazza virtuale dove ognuno può sparare ca**ate e postare foto con il risultato che la privacy va a farsi benedire.
  • Lo strumento perfetto per farsi i ca**i degli altri, cosa che altrimenti non ti verrebbe manco in mente di fare.
  • E’ un’arma potente, che permette di creare gruppi sia per cause buone che per scopi malevoli, perché c’é poco controllo ancora.

Cosa manca a Facebook per diventare perfetto?

  • I  feed (rss).
  • Una migliore gestione dei tag, una migliore gestione dei commenti (che ogni tanto spariscono e non si capisce perché)
  • La possibilità di sapere chi viene a sbirciare il tuo profilo ;D
  • Facebook è solo marketing! ;)
  • Praticamente un sito che ingloba TUTTI i servizi digitali degli utenti, cioè ti fa vedere lo stato di tutti i tuoi account sparsi per la rete, twitter, stumble, digg, ecc. ecc.
  • Mi sembra già perfetto così…
  • Se pagasse i suoi utenti mi iscriverei!
  • In realtà mi sembra già perfetto… altrimenti non mi spiego il suo successo.
  • Si dovrebbe essere sicuri che il Profilo corrisponda alla persona: non la possibilità di inventarsi delle identità.
  • Qualche operatore telefonico mobile fornisca qualche tariffa di connessione decente, così si potrebbero sfruttare tutte queste applicazioni web definite “social networking”.
  • Manca una specie di pannello di controllo dove dire cose di questo tipo: non voglio più iscrivermi ai gruppi.
  • Una busta paga.

Ed in ultima battuta…

Vi chiedo scusa per essermi dilungato così tanto. Chiedo venia a chi si fosse annoiato non trovando fino alla fine informazioni interessanti. A chi invece si fosse divertito non faccio che inchinarmi nel ringraziamento.

Lascio però alcuni piccoli spunti di riflessione:

  • Dopo la crisi degli ultimi mesi Facebook sta lentamente ricrescendo. Ma quanto durerà? Sono sempre di più i vecchi utenti che ormai sono esausti del giochino vecchio e si cancellano, e sempre di più le regole in mano agli amministratori di rete per bloccare gli accessi dagli uffici.
  • Quale sarà la reazione di MySpace? Cederà le armi o si scatenerà in innovative soluzioni tecniche o di marketing?
  • Il colosso Google farà qualche mossa per contrastare tutto ciò, ma soprattutto per contrastare l’evoluzione di uno strumento di Advertising quasi 1-to-1, in grado di targettizzare le pubblicità non soltanto per zona geografica ma per tutti i dati che il profilo dei registrati mette a disposizione. O farà morire anche Orkut, mai realmente decollato?
  • E mamma Microsoft avrà subito un calo di utilizzo del suo mega contenitore chat Live Messenger, visto che milioni di utenti ogni giorni si lasciano messaggi e chattano direttamente dentro a Facebook, il grande integratore 2.0?

Webography

Dal magazine di Marzo 2009

Autore: Riccardo Mares

Dal 1996 semplicemente Merlinox. www.merlinox.com

7 Commenti

  1. A qualche mese da questo articolo mi pare che nulla sia mutato, anzi! O sbaglio?

  2. Comunque è molto bello questo articolo. Penso che Facebook stia un pò stancando per il semplice fatto che molte volte viene utilizzato per motivi futili: giochini, gruppi inutili, etc.

    Io al contrario lo vedo come un potentissimo strumento per organizzare incontri, eventi, dare notizie, rimanere in contatto con gli amici, organizzare serate e feste senza contare il campo marketing. Altro che farmville & co… poi ognuno fa quello che vuole naturalmente.

    p.s. per fortuna si può nascondere quello che non ci piace sennò sarebbe inutilizzabile

    Ciaooo!

  3. Praticamente i geek lo usano come lotus notes, i dummies come cloud fu**ing application server? L’importante è la nuvola, come dice il numero 2 di Microsoft su #wired :)

  4. Scusate, ma a cosa serve ripubblicare sul blog gli articoli del magazine di qualche mese fa? Se non ci sono variazioni mi pare solo un’ingolfatura…

  5. Bhè per esempio io non l’avevo letto… :D

  6. Pjt ha scritto:

    Scusate, ma a cosa serve ripubblicare sul blog gli articoli del magazine di qualche mese fa? Se non ci sono variazioni mi pare solo un’ingolfatura…

    Chiedo venia a patron Julius, ma rispondo io. Blogmagazine è una rivista di blogger, che hanno scelto di unire i propri sforzi per creare qualcosa insieme.
    Quel qualcosa, nel tempo, abbiamo capito che aveva bisogno di essere maggiormente divulgato. Voglia tornare alla carta? Secondo noi non è il media adatto per tempi e prezzi.
    Così si dà assoluta priorità al pdf, per i cultori del layout e del “tempismo”. Per gli altri (comodi) gli articoli fluiranno lentamente nel blog, a nutrire i motori di ricerca e soprattutto tutti coloro che non ci conoscono. Per la cronaca, il tanto adulato #wired (che ha ben altri bilanci) fa la stessa cosa, e Riders si sta portando verso quella direzione.

    ps: sorry Julius ;)


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