Marzo 2010
12 marzo 2010 - 2010, Dal Magazine, Tecnologia

Il Virtuale sopra al Reale


Si chiama Augmented Mix Reality, o semplicemente AR, ma in Italia è uso chiamarla Realtà Aumentata, anche se secondo me ne toglie un po’ di donabbondiesco rigore tecnico.

La Realtà Aumentata rappresenta tutti quei sistemi tecnologici in grado di sovrapporre informazioni aggiuntive ad una realtà. Il termine è stato coniato dal prof. Tom Caudell, dopo l’implementazione per la ditta Boeing del primo sistema AR: consisteva in un visore che trasmetteva al casco dei tecnici informazioni necessarie per la manutenzione degli aerei.

Il percorso della AR partì dalla realtà virtuale, ovvero da quei sistemi che permettono di creare delle rappresentazioni della realtà in forma digitale. Nel 1962 Morton Heilig creò il primo simulatore di un motociclo chiamato Sensorama, con lo scopo di coinvolgere i vari sensi umani: rumore, vibrazioni, movimento.

Si passa al 1989 quando Jaron Lanier definì la frase Realtà Virtuale per indicare il suo nuovo applicativo commerciale che rappresentava un mondo virtuale. La storia della VR porta poi fino ai giorni nostri, con qualsiasi tipo di rappresentazione, dai videogiochi con un 3D sempre più reale fino al mondo parallelo di Second Life (si vede l’articolo di BM Aprile 2009).

Nel 1992 Tom Caudell e Boeing posarono la prima pietra miliare della AR, tecnologia super sfruttata nel mondo militare, per arrivare ai giorni nostri dove lentamente si sta trasformando in evoluto strumento commerciale e futuristico helper turistico.

Layer = Sovrapposizione

Per chi mastica grafica, la parola layer è di uso comune e rappresenta un nuovo livello grafico indipendente dagli altri. L’insieme dei layer sovrapposti, con caratteristiche diverse di sovrapposizione e trasparenza, creano l’immagine finale.

Nel mondo AR il layer rappresenta l’insieme delle informazioni che si sovrappongono alla realtà. Immaginatevi di essere un turista in una storica città sconosciuta. I vostri occhiali potrebbero diventare la guida del futuro: collegati ad un sistema GPS, a una bussola e a un server ricco di informazioni, ecco come: il GPS riconosce esattamente la vostra posizione, la bussola sull’occhiale riconosce dove state guardando e l’inclinazione sui tre assi d’orientamento (x, y, z), infine il server recupera le informazioni sulle strade che state guardando, gli edifici e i monumenti. In tempo reale tutto ciò che state guardando verrà arricchito da informazioni contestuali. Fantastico no? Pensate che la realtà non è così distante, anzi!

Tanto per giocare con la fantasia, vi ricordate il mostro alieno protagonista di Predator? Anche lui aveva un visore AR che gli trasmetteva informazioni sui nemici. E Dragon Ball? Quando i Sayan arrivarono sulla terra, sfruttavano un visore monoculare per capire il livello di energia degli avversari.

Applicazione della Realtà Aumentata

Finora vi ho rappresentato la Realtà Aumentata come un livello intermedio (layering visivo), aggiungendo informazioni importanti a quello che vedete. Oggi l’applicazione del AR è molto più ampia e potrebbe diventare il nuovo controller che tutti i giorni usate per giocare con il PC.

Layering visivo

Vediamo insieme quali sono le principali applicazioni di layering visivo già utilizzate. L’esempio della Boeing testimonia l’utilizzo del AR come supporto al lavoro: lavori di alta precisione, in cui è necessario verificare numerosi parametri per ogni singolo oggetto, l’AR diventa strumento indispensabile.

Come citato prima nel mio esempio futuristico, l’AR è protagonista nel campo della navigazione e del turismo (sightseeing): nel traffico un visore, magari sul cristallo dell’auto, può integrare la visione, con informazioni sul traffico o con le informazioni del GPS. In mare le condizioni meteorologiche o del fondo possono essere sempre disponibili senza dover controllare altri sistemi.

Infine la stessa comunicazione tra team in luoghi diversi, può trasformarsi da una videoconferenza, in qualcosa di più interattivo: immaginatevi la creazione di un oggetto di design, con l’oggetto virtualizzato che viene toccato con mano dagli architetti distribuiti nelle varie sedi nel territorio.

Curiosità: guardatevi questo documento della NASA marchiato 1991 “Augmented Reality Applications”.

Integrazione della realtà

Nel campo pubblicitario l’avvento della AR è diventata l’ultima frontiera della tendenza: la possibilità di accompagnare i lettori dalla carta stampata, tramite la pubblicità, in un mondo virtuale per nuove esperienze col proprio prodotto.

Vorrei illustrarvi due esempi di questa applicazioni: Audi, col lancio della nuova A5 quattro porte e Ray Ban, con la virtualizzazione del proprio catalogo online.

Audi A5

La mia prima esperienza con AR è iniziato proprio da una pubblicità Audi, pubblicata su Wired: Audi Augmented Design. Solitamente le pubblicità con l’immagine da scannerizzare per ottenere un link non le ho mai guardate: mi sembra una cosa assurda usare un MMS per un link. Mentre nel caso Audi l’utilizzo della webcam e la possibilità di una nuova esperienza mi hanno incuriosito.

Entro nel sito Audi, autorizzo il Flash Player ad usare la mia webcam e metto la rivista con il logo Audi in inquadratura: in un attimo, sul mio monitor, è apparsa una splendida Audi A5 virtualizzata ed ero io che la stavo muovendo spostando la rivista: wow! Da provare.

Ray Ban

Questa volta Ray Ban ha fatto le cose in grande, tanto da doversi staccare dalla web application, decidendo di creare un vero programma per desktop. Questo infatti l’unico neo: armatevi di pazienza, scaricate il software Virtual Mirror, procedete all’installazione e a tutto ciò che l’applicativo scaricherà dal web.

Dopo qualche minuto – non siete più abituati alle attese vero? –  finalmente l’applicativo è pronto e vi prenderà per mano, per configurare la webcam e la vostra corretta inquadratura.

Quello che segue è una esperienza innovativa: il “cliente” è il protagonista assoluto, con l’opportunità di provare tutti i Ray Ban presenti nel negozio ufficiale, di specchiarsi con tutta calma sul proprio monitor e addirittura vedersi con due paia di occhiali allo stesso tempo, muovendosi e rimuovendosi. Vi pare poco?

Controller

Altra importante frontiera dell’AR, già comunque protagonista dell’integrazione con la realtà, è la possibilità di sfruttare tale tecnologia come controller. E sufficiente un PC dotato di una buona webcam ed online potete già trovare centinaia di applicativi che sfrutteranno il vostro corpo, o un oggetto, come controller.

Siete attaccati da mini ninja che vogliono punzecchiarvi il volto? Schiaffeggiateli e lanciateli lontano! L’evoluzione nata dal rivoluzionario sistema WII, basato su accelerometri (italiani, by Bruno Murari!!!) oggi potrebbe raggiungere un ulteriore unità di misura: basta mouse, joypad o strani “telecomandi”, ma il vostro corpo, lo strumento che potete gestire e comandare con la massima naturalezza e sensibilità.

Il famoso sito Banner Blog recensisce ben 35 diverse applicazioni basate sulla webcam e sui concetti della AR, con link e video dimostrativo: si va dai videogiochi come Assassins Creed 2, alla possibilità di fare ruotare il globo terrestre sul palmo della vostra mano, dalle demo di prodotti commerciali (come RayBan) alle simulazione di messaggistica.

Ormai la Realtà Allargata si sta divulgando sempre più, e vede come protagonisti grossi nome della software evolution. La stessa Microsoft è impegnata in prima linea con il progetto Natal, ovvero il futuro della XBOX: il payoff del progetto dice già tutto “no controller is necessary”.

E ancora un prodotto dedicato al mondo desktop è CamSpace, già recensito ottimamente dal blog Mambro, che permette un servizio da installare nel proprio PC in grado di notificare  le nuove applicazioni e i nuovi giochi disponibili online. Presente l’esempio dei Ninja? Qui potete provarlo in prima persona.

Mobile application

Se il mondo desktop vede come protagonista dello sviluppo il gruppo Adobe, che ha messo a disposizione librerie per la gestione dell’AR, integrando le proprie tecnologie AIR e Flex (si legga lo howto di Web Torbe), nel mondo mobile i protagonisti sono due: Google Android e l’immancabile iPhone.

Il celebre sito mashable.com ci propone 6 demo di applicazioni mobile per portare l’AR nel palmo della vostra mano, ovunque voi siate (digital divide e bollette permettendo!). Così con il vostro superfonino potrete cercare con la vostra telecamera chi tweetta vicino a voi, oppure la toilette più vicina o  la stazione della metropolitana. E ancora, per i turistici instancabili, arricchire le vostre gite con dettagliate wiki informazioni semplicemente inquadrando il panorama.

Futuro dell’AR

Il futuro dell’AR si sta già spostando verso il non-device, ovvero verso lo studio di nuovi tipi di media che non siano concretamente esistenti. Immaginatevi di lavorare sul vostro portatile e,  con un tasto, fare in modo che le icone escano nello spazio e possano essere spostate prendendole in mano. Oppure, in visione un po’ startrekkiana, videoconferenza in modalità ologrammatica, ovvero con la riproduzione tridimensionale degli interlocutori davanti a voi, e magari – non limitiamo la fantasia – coi quali possiamo interagire.

In queste poche righe l’intenzione non era quella di creare una summa sul mondo dell’AR, ma quella di donarvi un po’ di curioso prurito, e qualche base, nel caso in cui vogliate approfondire lo studio di questo fantastico mondo.

Autore: Riccardo Mares

Dal 1996 semplicemente Merlinox. www.merlinox.com

3 Commenti

  1. Serena

    bell’articolo davvero

  2. già letto grazie e complimenti :)

  3. Grazie dei commenti. E’ sempre un piacere riceverne. L’argomento è molto interessante e in continua evoluzione.


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